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Ennesima uscita e ulteriore invenzione per Roberto Guerra e il suo “Futurismo per la nuova umanità” (Armando editore).
Questa volta il futurista ferrarese sarà di scena con una serie di contributi video ad Ales (Oristano) presso la Biblioteca Gramsciana.

«I futuristi, nel loro campo, nel campo della cultura, sono rivoluzionari; in questo campo, come opera creativa, è probabile che la classe operaia non riuscirà per molto tempo a fare di più di quanto hanno fatto i futuristi». Queste le parole di Antonio Gramsci sul Futurismo.

La Biblioteca Gramsciana Onlus, in collaborazione con l’associazione Fitzcarraldo e la Nur, società per servizi culturali, in occasione del 104° anniversario della pubblicazione del Manifesto Futurista domani pomeriggio alle 19, presso il Museo Cinematografico manderà in scena la videopresentazione di “Futurismo per la nuova umanità” di Roby Guerra.

Saranno coinvolti nella video-presentazione i futuristi contemporanei Graziano Cecchini, Antonio Saccoccio, Riccardo Campa, Vitaldo Conte.

Venerdì 26 ottobre 2012, alle ore 16.30, in occasione della NeXT Fest in programma al Centro Culturale Elsa Morante di Roma, Marco Rossi Lecce e Antonio Saccoccio presenteranno, con il coordinamento di Sandro Battisti, il video-documentario Sulle tracce del Futurismo, con testimonianze video degli ultimi futuristi. E’ prevista la proiezione di diverse sezioni del documentario, nato da un’idea di Marco Rossi Lecce e realizzato nel 2009 con il contributo critico di Enrico Crispolti e la partecipazione del Comune di Roma. Il video, inizialmente girato in video-tape bianco e nero, mezzo pollice, tra il 1979 e il 1980, è stato riversato in seguito su digital Beta. Le testimonianze dei futuristi intervistati (tra cui Tullio Crali, Giuseppe Sprovieri, Giannina Censi, etc.) saranno commentate dallo stesso Rossi Lecce, che tra l’altro è legato da parentela con il pittore futurista Carlo Erba, e da Antonio Saccoccio, che da diversi anni propone una revisione critica e un aggiornamento di alcuni aspetti decisivi della poetica futurista. Sarà l’occasione per discutere della scultura,  della poesia, della danza e dell’intera ideologia che animò la prima avanguardia europea. Nell’ultima parte dell’incontro verranno illustrati i legami tra il Futurismo e alcune poetiche contemporanee.

26 Ottobre 2012

 Ore 16.00

Conferenza stampa

Ore 16.45 – Radici 1

L’esperienza delle Avanguardie: una testimonianza video degli ultimi Futuristi

Con Marco Rossi Lecce e Antonio Saccoccio

Ore 17.45

Presentazione nuovo Podcast connettivista

Con Simone PizziGabriele Calarco e Sandro Battisti

Ore 18.00

Presentazione libri

“Sentieri di notte” di Giovanni Agnoloni – Galaad Edizioni – con Francesco Verso e l’autore

“Olonomico” di Sandro Battisti –  CiEsse Edizioni – con Luigi Milani e l’autore

“Notturno alieno” di Gian Filippo Pizzo – Bietti – con il curatore

Ore 20.15

Rinfresco

Ore 21.45

Performance – Reading

A cura dei connettivisti

D – Il neofuturismo italiano, in forme proteiformi ed eterogenee, appare un movimento avanguardistico capace di farsi portavoce, nell’era del “pensiero debole”, di posizioni teoriche tenaci. Quali sono, a suo avviso, gli aspetti più interessanti di tale realtà artistica?

R – Nel mio recente libro Pulsional Gender Art (Avanguardia 21 ed., Roma) ho cercato di tracciare alcuni possibili percorsi e sviluppi di questo ultimo movimento trans-futurista. Proprio in questo nuovo secolo è “riemerso”, inquietante, con aspetti di vitalità, anche in coincidenza del centenario del suo manifesto (celebrato in Italia spesso con piglio professorale), soprattutto nel suo oltre intermediale e di azione. Questi aspetti talvolta “sfuggono” ai cosiddetti studiosi del Futurismo in Italia, innamorati delle definizioni notarili come quella del cosiddetto futurismo storico, misconoscendo gli sviluppi successivi. Alcuni di questi critici o studiosi sembrano talvolta voler “chiudere” il discorso-Futurismo, anche per difendere posizioni culturali acquisite e, talvolta, di  mercato.
La Vita come CreAzione continua a ricercare la “violenza” e la giovinezza dei linguaggi. Non a caso Marinetti, fra le tante definizioni, prediligeva quella data dai teosofi: “I futuristi sono i mistici dell’azione”. Questa sfida continua è un relazionarsi di arte-cultura-vita che si fondono in un linguaggio proteso verso il rinnovamento: creatore di un’arte pulsionale che vuole cambiare il gusto e l’esistenza, anche quotidiana. Questa spinta risulta una delle sue principali “aperture”, che, attraversando il Dada e Surrealismo, sono arrivate, poi, alle neoavanguardie e alle attuali poetiche del “fuori genere”.
Il Futurismo non è soltanto una molteplice possibilità di creazione, è anche un modo di vivere, attraversando emozioni e rischi, per opporsi alle normalizzazioni della vita. Vivere da futurista è stato (continua a esserlo per chi si sente di riproporlo) un modo per rivoluzionare comportamenti dell’esistenza, dichiarando guerra al passato e agli stereotipi correnti. L’esigenza di un pensiero, che passa attraverso un manifesto, “rivive” in diverse attuali espressioni, che vanno dalla ribellione dell’azione artistico-culturale a quelle del concepire un diverso scenario politico-sociale, come accade nell’area del “non conforme”.
Ritengo che diverse siano le emergenze di questo TransFuturismo. In primo luogo le varie declinazioni del Net.Futurismo, che “ha avvertito l’esigenza di rinnovare la battaglia futurista, adattandola alle attuali condizioni e sensibilità socio-culturali: in primo luogo interpretando il momento di transizione che ha comportato la grande rivoluzione informatica e digitale”. La tecno-fantasia futurista permette un rapporto vivente con l’estetica del quotidiano. La tecnica e la scienza diventano una estensione anche del nuovo  Futurismo, declinandolo in un pensiero prevalentemente scientifico, come accade nel movimento del Transumanismo italiano.
Un’altra valenza vitale è quella che definisco Pulsional, suggestionata dall’ebbrezza del vivere da futurista anche come fascinazione estetica, che diviene, nello stesso tempo, “narrazione” di un pensiero-azione che vuole riformulare un concetto altro di avanguardia calda. Questa inclinazione performativa “vive” in diverse aree, anche come naturale proposta di valore esistenziale, magari come creatività-live in un pub o circolo (più o meno ispirato al Futurismo). Ciò per contiguità include un’altra possibile emergenza espressiva: quella di esprimere l’arte-vita attraverso serate interpretate e ricordate da un poster dalla graffiante immagine, manipolando realtà grafiche e pubblicitarie. Ciò è visibile in diverse elaborazioni di pensiero-creazione, anche per reagire alla mercificazione dell’arte: ondeggiano tra eredità futuriste e riproposte di avanguardia, espresse anche in opere-installazioni al limite del live set.
Il nuovo Futurismo, sempre più sensibile ai linguaggi dell’arte-vita, può, talvolta, risultare attratto dal nichilismo del Dada, proprio per la vocazione di questo a rifiutare canoni comportamentali e artistici, che includono il costituirsi come gruppo definito. Gli elementi di maggior rilevanza, nella pratica e mistica Dada, sono infatti il caso e la negazione dell’arte, pur compiuti in nome dell’atto creativo. Il Futurismo e il Dada sono avanguardie storiche che, soprattutto oggi, coesistono in una naturale continuità di azione-lettura che possiamo definire ‘Futur-Dada’, estensibile agli sconfinamenti Pop e CyberSex. I riferimenti storici di questa Pulsional TransArt, “rimanipolati” in diverse espressioni, sono molteplici: l’anarco-rivoluzione di Fiume, il manifesto della Lussuria di Valentine de Saint-Point, l’arte-vita di Guido Keller, le serate-evento futuriste e dadaiste, le poetiche situazioniste e rumoristico-sonore, ecc.
Queste nuove emergenze, attraversanti – oggetti-design, manipolazioni grafiche, video, musica e rumore, scritture, ambientazioni interattive, underground – sono presenti, spesso, più o meno esplicitamente, in diversi linguaggi, caratterizzati da manifesti di lirica visionarietà, che diventano essi stessi creazione. Il Futur-Dada cyberpop “entra” come virus in espressioni di “anarco-avanguardie” del XXI secolo, calde nelle “narrazioni” e ricerche di una “rivoluzionaria” TransArt, oltre ogni genere stabilito.

(tratto da: Vitaldo Conte, intervista sull’arte contemporanea pubblicata in Luuk Magazine)

‎”Le civiltà future si domanderanno come mai la nostra società, che ha contribuito in tanti campi a far progredire l’umanità, abbia potuto appassionarsi a problemi così futili come quelli dell’arte” (Gimpel)

 Domenica 4 marzo alle ore 17.30 presso la Sala dei Sigilli del Forte Sangallo di Nettuno (Roma) Vitaldo Conte e Antonio Saccoccio presenteranno il libro Pulsional Gender Art dello stesso Conte, edito da Avanguardia 21 Edizioni. La presentazione sarà parte dell’evento ipermediale “Donna-Arte Oggi in Lussuria Futurista e CyberSex”, in cui Conte, critico d’arte e saggista, e Saccoccio, oltre-artista net.futurista e editore, proporranno una nuova linea per l’avanguardia calda contemporanea, illustrando un percorso teorico-creativo lungo un secolo: dai futuristi F. T. Marinetti, Valentine de Saint-Point e Italo Tavolato ai creativi totali contemporanei: la punk-anarco-situazionista Helena Velena e il suo transgender cybersex, la popstar transgender Laika Facsimile e i suoi videoclip estremi taggati MAV (Movimento per l’Arte Vaporizzata), il cyber-supereroe Vitaldix con T-Rose (Laura Baldieri, Tiziana Pertoso), il postfuturista Roberto Guerra con il suo Moana Lisa Cyberpunk. Conclude l’evento Ugo Magnanti con l’appendice “Tra guanto bianco e mutilata rosa”. Coordina Eugenio Bartolini.

Roberto Guerra ne ha combinata un’altra delle sue. Tra le sue innumerevoli battaglie, produzioni e pubblicazioni, il poeta e attivista futurista ha trovato il tempo per pubblicare una sorta di aggiornatissimo compendio globale del Futurismo contemporaneo. Si tratta del suo recentissimo Futurismo per la nuova umanità, pubblicato da Armando editore. Un’opera – si badi bene – di notevole impegno, perché frutto dell’esplorazione continua che l’autore conduce da anni fra tutte quelle avanguardie contemporanee che si pongono su una linea di discendenza diretta rispetto al Futurismo storico. Il grande merito di Guerra è aver inventariato una serie di fenomeni artistici e culturali a prima vista assai eterogenei tra loro, ma tutti, chi più chi meno, debitori nei confronti dell’esperienza futurista. C’è allora chi del Futurismo riprende la visionarietà tecno-scientifica e la spinta faustiana e nietzscheana (Transumanesimo), chi ne estremizza le posizioni anarcolibertarie, anti-artistiche e anti-culturali giovandosi della rivoluzione neotecnologica (Net.Futurismo), chi ne fornisce una versione nell’ufficialità dell’Arte (Barilli e il Nuovo Futurismo), chi lo reinventa ibridandolo con altre emergenze artistiche (Vitaldo Conte), chi lo prende come stimolo per scritture fantascientifiche (Connettivisti), chi lo trasforma in azione spettacolare e street-art (Graziano Cecchini), chi infine prosegue l’esperienza del Futurismo novecentesco quasi senza fratture (Antonio Fiore). Ma Guerra va oltre, perché ci regala anche una serie di derivazioni futuriste assai suggestive e pertinenti, con un mix di autori e gruppi che hanno tutti risentito in qualche modo del fascino della prima avanguardia europea. E così nel volume vengono menzionati anche i Kraftwerk, Aubrey de Grey, Brian Eno, Vittorio Sgarbi (ferrarese come l’autore), Vasco Rossi, solo per citarne alcuni.

Ma forse non è questo il pregio maggiore del libro. L’operazione diventa notevole solo se ci si ferma a considerare un particolare non indifferente: Roberto Guerra non è solo il saggista, il critico che conosce e spiega le avanguardie contemporanee, ma è anche e soprattutto colui che di queste avanguardie è complice, sostenitore, coordinatore. E questa compenetrazione di arte e critica, di pensiero e azione è probabilmente il modo migliore per spiegare il Futurismo nel XXI secolo.

Antonio Saccoccio